Partenza corso Barista base a Viareggio, il comportamento, la caffetteria ed il servizio al banco a regola d’arte. Le basi per potersi proporre nel mondo del lavoro come barista. Dodici ore per apprendere le regole basilari su come porsi al cliente e servirlo al meglio. Il corso si svolgerà il 4, 11 e 18 Luglio.

Consiglio questo corso a chi si vuole avvicinare professionalmente al mondo bar

Docente Torre Stefano

New Era Drinks

Sparkling Cocktail

4,5 cl Rum Gold

1,5 cl Galliano

6 cl Succo di Ananas

1 spruzzata di succo di Lime

Colmare con prosecco

Shakerare gli ingredienti, tranne il prosecco, e filtrare in coppetta tipo sombrero

Il cocktail fu inventato in occasione di un concorso a S. Vincent, creato da Benito Cuppari capo barman sul transatlantico “Michelangelo”salpato nel 1965 con Benito a capo dei sette bar presenti a bordo. La ricetta originale prevedeva di svuotare della polpa un ananas, utilizzarla per comporre il cocktail servito nello stesso ananas.

4,5 cl Ron Bacardi Bianco                                                          

2 cl Succo di lime fresco

1 cl sciroppo di granatina

Unforgettables, Before Dinner.

La versione che conosciamo oggi è nata negli U.S.A. Le prime ricette del Bacardi apparvero intorno al 1917, in un ricettario di Tom Bullock, ideal bartender. Il ron Bacardi è legato ad un noto personaggio nello scenario dei distillati:Don Facundo Bacardi. Nato in Catalogna e trasferito a Santiago de Cuba, per avviare un commercio di vini, Facundo nel 1862 acquistò un alambicco e cominciò la distillazione della melassa di canna da zucchero. Il suo ron diffusosi prima a l’Avana e poi in Florida, ebbe un grande successo. Nel 1960 Fidel Castro, con un colpo di Stato, nazionalizzò le distillerie di Santiago, ma la Bacardi fece in tempo a trasferirsi in Messico e a Portorico.

In Italia intorno al 1640 vennero aperti negozi che vendevano caffè, anche se i primi con licenza comparvero nel 1683, nel secolo successivo vennero aperti nelle principali città famosi locali come il Florian a Venezia e il caffè Greco a Roma. Nel corso del XVIII e XIX secolo viene modificato il modo di preparare il caffè alla maniera turca che consiste nel bollire più volte il caffè e servirlo senza filtrare i fondi, infatti non rimaneva piacevole sentire in bocca la polvere del caffè. Dopo vari tentativi per preparare il caffè non bollito, a Napoli nel 1819, il parigino Morize inventò la prima macchina per fare il caffè in casa, era la famosa Caffettiera napoletana che fu sostituita totalmente nel 1933 dalla Moka, ideata da Alfonso Bialetti. L’Espresso Italiano
La storia del caffè italiano inizia nel 1901, quando Luigi Bezzera, un ingegnere milanese, registrò il brevetto per una macchina da caffè che consisteva in una caldaia verticale di ottone, riscaldata su fornelli a gas, il cui vapore forzava l’uscita dell’acqua calda attraverso la cialda di caffè, schiacciata in testa al gruppo con una pressione di circa 0,75 atmosfere. Teniamo conto che la Moka ha 1 atm. di pressione. Questo brevetto venne acquistato dal produttore Desiderio Pavoni nel 1903 e usato quest’ultimo per produrre nel 1905 una macchina chiamata Ideale che viene generalmente ritenuta la prima macchina per espresso prodotta a livello industriale. Anche se Pavoni era il produttore primario, egli permise a Bezzera di continuare a produrre macchine con il proprio nome; entrambi furono presenti con il proprio stand alla fiera di
Milano nel 1906.
Per i ristoratori il valore della macchina era rappresentato dal fatto che una singola tazzina di caffè poteva essere preparata “espressamente” su richiesta del cliente. Il termine “espresso” rispecchiava anche il fatto che l’acqua veniva spinta velocemente attraverso il caffè, anche se per prepararlo occorrevano almeno 45 secondi.
Il caffè prodotto con queste macchine era molto diverso dall’espresso che conosciamo oggi. A causa della contaminazione del vapore e delle temperature elevate sul gruppo di testa (circa 130-140°), il caffè era di colore nero e sapeva di bruciato. La crema che associamo all’espresso era assente a causa dei bassi valori di pressione ai quali veniva prodotto, ed era servito molto più lungo.