2 cl Kahlua, 2 cl Bailey’s Irish Cream, 2 cl Grand Marnier.
Cocktail I.B.A., After Dinner, New Era Drinks.
Si versano gli ingredienti in uno shooter.
Il B52 nasce in Canada nel 1977, il suo nome e la sua versione flamming, prendono spunto dal bombardiere B-52 utilizzato per sganciare le bombe incendiarie al napalm durante la guerra del Vietnam. Il B52 è un cocktail a strati o Pousse Coffee, facendo adagiare lentamente in ordine, aiutandosi con un bar spoon, Kahlua, Bailey’s Irish Cream e Grand Marnier otteniamo l’ effetto di separazione grazie al peso specifico differente degli ingredienti. Per bere la versione infuocata o flamming, si inserisce una cannuccia in fondo al bicchiere e si beve velocemente, prima che la cannuccia in plastica prenda fuoco.

 Probabilmente i primi a gustare il caffè furono le tribù degli altipiani etiopici, dove la pianta cresce spontaneamente ancora oggi allo stato selvatico, le rosse ciliege (drupe) venivano raccolte e consumate intere. Successivamente, i semi venivano estratti, tritati in un mortaio per essere uniti a grasso animale formando delle palline per poi farle bollire con sale e spezie. Della pianta venivano anche utilizzate le foglie e le bucce della drupa, per preparare un decotto o venivano masticate per assaporarne il gusto. Altre bevande venivano ottenute dalla bollitura dei chicchi o dal succo dei frutti maturi che veniva fatto fermentare ottenendo una bevanda alcolica. Tra il XII e il XIII secolo i frutti arrivarono nell’ odierno Yemen (ai tempi Arabia Felix) dove si propagarono le prime piantagioni ad uso commerciale. Nella penisola arabica, grazie alla scoperta della tostatura, i popoli musulmani cominciarono a mettere polvere di chicchi tostati in acqua bollente per cosi far nascere il “nero elisir. La diffusione del caffè nei paesi islamici fu aiutata, oltre che dal divieto di bere alcolici, anche dall’avvolgente aroma e ai suoi effetti rinvigorenti. Intorno al 1555, nel periodo che Solimano il Magnifico guidava l’impero ottomano, aprirono a Costantinopoli le prime Kahwe Khaneh, locali arredati e variopinti secondo la moda orientale dove veniva servito caffè. Le case del caffè, frequentate da diplomatici, poeti, letterati e pensatori, vennero chiamate anche “scuole di saggezza. In breve si diffusero a Medina, Cairo, Damasco, Baghdad e alla Mecca. I primi esotici chicchi giunsero nel continente occidentale all’inizio del XVII secolo per merito dei navigatori veneziani e da quel momento il nero elisir  ebbe un successo sempre crescente. Grandi carichi di caffè arrivavano nei porti di Venezia, Marsiglia, Londra, Amsterdam e Amburgo per essere gustati dalla nobiltà dell’epoca. Custodendo gelosamente semi fertili e piantine il mondo arabo voleva tenere suo il monopolio del caffè, il porto yemenita di Mokka rimase base di approvvigionamento mondiale ma iniziò il suo declino quando, nel 1616, il capitano di una nave della compagnia delle indie orientali riuscì a trafugare una piantina di caffè e portarla al giardino botanico di Amsterdam. Tra il XVII e il XVIII secolo olandesi, portoghesi,  inglesi e spagnoli diffusero la pianta dall’Asia al Nuovo Mondo.

Dal punto di vista botanico, la pianta del caffè è un arbusto sempreverde, appartenente alla famiglia delle rubiace e al genere coffea. Una delle caratteristiche di questa pianta è che, le condizioni climatiche che ne rendono possibile la crescita e la fioritura, sono nella fascia tropico-equatoriale dove la maggior parte dei paesi la coltiva. Il suo nemico è il gelo, ama climi miti con temperature che vanno dai 15° ai 30° e piogge costanti. Per quanto riguarda i terreni preferisce quelli ricchi di Sali minerali. Un seme in pergamino germina dopo alcune settimane ma per vedere i frutti bisognerà attendere almeno tre anni. La pianta produce caffè fino a circa 20 anni di vita. Esistono diverse specie di coffea ma ai fini della degustazione prevalgono la coffea Arabica e la coffea Canephora (Robusta). Le piante di Arabica prosperano dai 900 fino oltre i 2000 metri, sono auto impollinanti e raggiungono un altezza che varia dai 3 ai 5 metri,mentre le piante di Robusta crescono in pianura fino a 900 metri, hanno bisogno di impollinazione e crescono ad un altezza che va dai 7 ai 13 metri.

Come si prepara e storia dell’ Aviation cocktail I.B.A. Unforgettables-All Day

4,5 cl Gin

1,5 cl Maraschino

1,5 cl Succo di limone

Si prepara nello shaker con ghiaccio e si serve in coppetta cocktail.

Creato, anche se poi modificato, nei primi anni del ‘900 e dedicato al volo. In questi anni si assiste all’evoluzione del volo, dai dirigibili del fine ‘800 ai primi modelli in scala di elicotteri ed aerei.             Nasce con la crema di violetta, poi eliminata per la difficile reperibilità, compare nel ricettario I.B.A. nel 2011 con la ricetta di Harry Craddock trasformata il centilitri.

 

Come si prepara e storia Angel Face.

3 cl Gin, 3 cl Apricot Brandy, 3 cl Calvados.

Si prepara nello shaker con ghiaccio e si versa in coppetta cocktail, nonostante troverete numerose immagini con varie decorazioni e guarnizioni, l’ Angel Face si serve così… senza aggiunta di altro che i suoi ingredienti.

La storia lo vuole nato durante la prima guerra mondiale a Parigi, ma una molto più affascinante versione lo vuole le gato agli Stati Uniti, e precisamente al gangster Faccia D’Angelo, durante la rivalità fra gang durante il proibizionismo americano.

Unforgettables-All Day Cocktail-Short drink

Come si prepara l’Americano

3 cl Bitter Campari
3 cl Vermouth rosso
uno spruzzo di soda water
The Unforgettables (indimenticabile)
Before Dinner (aperitivo)
Building (costruito direttamente nel bicchiere)
Ideato al Campari’s bar a Milano nel 1860, probabilmente chiamato americano per il modo di bere con tanto ghiaccio tipico degli stati uniti perché gli ingredienti di questo cocktail sono italiani. Il Campari e la soda sono nati a Milano e il Vermouth in Piemonte, per non parlare delle arance. C

Come si prepara l’Alexander

3 cl Cognac, 3 cl Crema di Crema di cacao scura, 3 cl Crema di latte.
Due le ipotesi sulla sua origine: Alessandro Magno, il grande condottiero greco.La seconda Alexander, maresciallo che divenne conte di Tunisi dopo la vittoria ad El Alamein sulle truppe dell’asse.

Dopo la pizza il cappuccino è forse la specialità che ci contraddistingue in tutto il mondo. Amato da tutti, accompagnato dalla classica brioche è la colazione ideale per molti di noi. Ma quando il cappuccino oltre che buono è anche bello da guardare, allora si parla di cappuccino artistico (latte art). Proprio così avete letto bene, il cappuccino può essere anche una delizia per gli occhi oltre che per il palato. Da qualche anno infatti stanno spopolando in rete foto e video che mostrano come realizzare un cappuccino artistico e si resta incantati nel vedere come, con quello che sembra un semplice movimento di polso, si riesca a creare le forme più particolari. In realtà per realizzare un bel cappuccino artistico occorrono pochi e semplici accorgimenti, oltre che tante prove.